8/5/2026 – Sopravvivenze letterarie – Cattedra Virginia Woolf con Adania Shibli
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Venerdì 8 maggio 2026, alle ore 11, la scrittrice palestinese Adania Shibli terrà all’Università per Stranieri di Siena, in aula magna Virginia Woolf, la lezione della Cattedra Woolf 2026, il cui titolo è “Sopravvivenze letterarie”.
Al centro del discorso di Shibli, sarà il potere della letteratura che consiste nel far sopravvivere le storie, rendendole in grado di trascendere la loro stessa cancellazione. La ripetizione delle storie può infatti far sì che le storie non vengano ascoltate e, infine, che vengano abbandonate e cancellate insieme a chi le ha raccontate. La sensazione di stanchezza che alcuni provano oggigiorno nei confronti delle storie sulla Palestina e provenienti da essa, così come da altri luoghi oppressi e occupati militarmente, testimonia questa condizione. Adania Shibli ricostruisce come la letteratura possa essere un campo capace di superare questa avversione all’ascolto di storie ripetute e come possa vincere i limiti imposti dall’abbandono delle parole altrui.
Adania Shibli è un’importante scrittrice, saggista e docente universitaria palestinese, la cui formazione si è svolta anche tra Londra e Berlino. La sua opera dialoga con i temi della memoria, del trauma e della rappresentazione visiva della violenza, connessi soprattutto con l’occupazione israeliana della Palestina.
È stata premiata due volte con lo Young Writer’s Award–Palestine, della A.M. Qattan Foundation, per i romanzi Sensi (tit. orig. Masaas) e Siamo tutti equidistanti dall’amore (tit. orig. Kulluna Ba’eed Bethat al Miqdar ‘an al Hub). Nel 2023, Il suo romanzo Un dettaglio minore (tit. orig. Tafṣīl Ṯānawī) – selezionato per il National Book Award for Translated Literature 2020 e incluso nella longlist dell’international Booker Prize 2021 – è stato al centro di una violenta censura e controversia politico-letteraria in Germania e nel mondo.
Nel 2025 è uscito per Casagrande La lingua rubata. Di letteratura, Palestina e silenzio, una riflessione e un dialogo con Maria Nadotti.


