Bando per il 42° ciclo – Dottorato in Peace Studies – domande entro il 3/7/2026 h. 14

Il bando per il Dottorato di interesse Nazionale in Peace Studies è stato pubblicato ed è disponibile a questo link.

L’Università per Stranieri di Siena aderisce e supporta questo Dottorato Nazionale assieme a diversi altri Atenei. L’Università che dal punto di vista amministrativo coordina il Dottorato è La Sapienza di Roma.

QUI il sito del dottorato.

Presentazione:

Il dottorato di ricerca di interesse nazionale in Peace Studies costituisce un luogo di formazione e di ricerca interdisciplinare e innovativo sulle tematiche del conflitto e della pace. Primo nel suo genere in Italia, nasce per iniziativa di RUniPace, la Rete delle Università Italiane per la Pace (Rete CRUI). La Rete ne ha ispirato i valori istitutivi, la progettualità interdisciplinare, l’interazione costruttiva interateneo e fra mondo universitario e società italiana in senso lato, tenendo conto dei valori fondativi delle Università che ne sono parte e della CRUI che le riunisce. Sono presenti in Italia corsi di laurea di livello triennale e magistrale, centri di ricerca dedicati allo studio della pace e per la pace, importanti iniziative ad ogni livello della vita universitaria: questo progetto rende possibile lo sviluppo a livello dottorale di saperi specialistici, attività di ricerca di alta qualificazione, pratiche e competenze trasversali utili per individuare e prevenire situazioni di potenziale conflitto. Le Università aderenti si propongono di sviluppare in Italia, in una vivace interazione con progetti analoghi già avviati a livello internazionale, una formazione superiore nell’ambito delle tematiche della pace, dei diritti umani, degli studi su conflitto e pace, del disarmo e della costruzione di società sostenibili.
Il Dottorato di Interesse Nazionale (DIN) in Peace Studies fa riferimento nel suo progetto fondativo ai valori della Carta delle Nazioni Unite, della Dichiarazione universale dei diritti umani, dell’ordinamento dell’Unione Europea e della Costituzione Italiana, ai diversi accordi di cooperazione internazionale dei quali l’Italia è parte, alle articolazioni dei Sustainable Development Goals (SDG) dell’Agenda ONU 2030 e alle politiche locali per la pace, il benessere comune e la qualità della vita. Un riferimento immediato è altresì alle aree prioritarie del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza(PNRR), alla concezione di una progettualità didattica innovativa in particolare in funzione della pubblica amministrazione e del Piano nazionale per la ricerca, a una diffusione di una conoscenza delle tematiche e degli ambiti di studio e di ricerca relativi alla pace in ambito universitario, nelle amministrazioni pubbliche e in altri percorsi professionali di elevata innovatività.
Nel progetto dottorale la pace è intesa quale “pace positiva”, ossia pace che si costruisce con strumenti pacifici e a vari livelli sociali: dalla costruzione di un ordine internazionale che ripudia la guerra come strumento di soluzione delle controversie fra Stati, a una pace frutto di solidarietà e di giustizia sociale. La “pace positiva” dipende dalle azioni di tutti coloro che, a vario titolo, reclamano il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili” (Dichiarazione dei diritti umani, Premessa)
La comunità accademica intende contribuire a questo sforzo attivando un percorso nazionale di conoscenza e ricerca per la pace di interconnessione transdisciplinare, in quanto i “peace studies” non sono un semplice campo di studi simile ad altre discipline analitiche, ma un ambito che sfida tutte le scienze a impegnare i propri statuti metodologici, sostantivi e di ricerca verso la costruzione di questa “pace positiva”. L’obiettivo complessivo di questo progetto consiste dunque nella promozione di percorsi di alta formazione e ricerca interdisciplinari e trasversali capaci di fornire prospettive innovative e di sviluppare un campo di studi che possa avere un impatto significativo e positivo per una società che deve fare i conti con un ambiente naturale e antropico in continua trasformazione. Per questo il dottorato è organizzato in 10 curricula formativi, che prevedono una didattica specifica per tematiche. Ogni curriculum include una grande varietà di Settori Scientifico Disciplinari, raccogliendo da ogni università personale docente e ricercatore esperto, nei rispettivi ambiti, delle tematiche del dottorato.
Obiettivi formativi generali
Il DIN in Peace Studies, attraverso un percorso formativo di elevata qualificazione, intende formare professionalità nei diversi campi di studio e ricerca afferenti ai peace studies. I dottori di ricerca in Peace Studies dovranno essere capaci di analizzare, attraverso un approccio interdisciplinare, le dinamiche del conflitto e della pace, della riconciliazione e mediazione, dell’intersezione e interazione sociale e culturale e degli aspetti della geopolitica, delle relazioni internazionali, dell’economia e delle realtà istituzionali locali, nazionali e sovranazionali caratterizzate da conflittualità a diversi livelli in funzione della comprensione dei processi di trasformazione in senso pacifico delle dinamiche relazionali umane, sociali, politiche e dello sviluppo tecnico-scientifico. L’obiettivo del dottorato è dunque quello di formare esperti che 1) possano rivolgersi al mondo accademico con specializzazione settoriale ma con un ricco patrimonio di competenze, conoscenze e capacità che si riferiscano all’ambito degli studi sulla pace e per la pace, con una capacità di visione globale che travalichi la propria specifica competenza; 2) possano interagire positivamente con organizzazioni, istituzioni, pubbliche amministrazioni e organismi intergovernativi e con strutture sociali, aziendali e di comunità a livello locale, nazionale e sovranazionale, per contribuire allo sviluppo di policy inclusive, pacifiche, sostenibili; 3) possano costituire un gruppo transdisciplinare di studiosi, ricercatori, operatori e tecnici con una specifica competenza sui temi della pace e del conflitto, capace di implementare progetti coordinati di formazione, ricerca e terza missione a livello nazionale e internazionale.
Il programma interdisciplinare del DIN in Peace Studies è pensato per rendere possibile da parte dei dottorandi e delle dottorande l’implementazione e sviluppo di ricerche originali, che contribuiscano alla crescita dei diversi settori scientifico disciplinari in relazione alla comprensione e studio delle dinamiche della pace e alla formazione e ricerca per la pace e sulla pace nelle sue molteplici declinazioni: ciò potrà avvenire sia dal punto di vista teorico, metodologico e dell’elaborazione concettuale, sia dal punto di vista storico e analitico, sia dal punto di vista tecnico e pratico in relazione alle dinamiche della comprensione e analisi delle buone prassi, della ricerca-azione, e dello sviluppo di esiti applicativi. In una prospettiva diacronica di lunga durata e in un’ottica di interazione continua tra tradizione e innovazione, temi quali l’incontro, il riconoscimento, i conflitti, la sintonia, la coesistenza e il rispetto tra diversità culturali, sociali e religiose costituiscono un asse centrale della formazione. Il corso mira a fornire ai dottorandi e alle dottorande le competenze di ricerca necessarie per costruire e sviluppare in autonomia, lavorando proficuamente con il collegio docenti e con i supervisori, in una forte propensione alla interazione interdisciplinare tra pari, metodologie di ricerca efficaci per la raccolta, l’analisi e l’interpretazione delle fonti e del materiale euristico, per l’applicazione di elaborazioni teoriche e di tecniche a contesti culturali specifici, sia pubblici che privati, per l’analisi e la progettazione di buone pratiche in relazione a organismi sia pubblici che privati, su scala locale, nazionale, transnazionale e globale.
I dottori di ricerca in Peace Studies potranno operare sia nell’ambito della ricerca e della didattica universitaria, sia all’interno della pubblica amministrazione e delle istituzioni pubbliche e private che prevedano o possano prevedere la presenza di consulenti, funzionari, mediatori culturali e altri promotori culturali della pace, per ideare e sviluppare attività di ricerca, processi intellettuali, culturali e istituzionali, nonché politiche, azioni pratiche esoluzioni tecnologiche in senso pacifico, inclusivo e sostenibile.
La formazione inter- e transdisciplinare comprende gli studi delle tradizionali aree umanistica (Studi storico-filosofici, artistico-letterari, giuridici, economici, politologici, sociologici, antropologici, geografici, comunicativi, ecc.), scientifica (Studi fisici e matematici, Scienze naturali, Informatica),medica (Studi psicologici, di Global Health, di diritto alla salute, ecc.), e tecnica (architettura, ingegneria e design, Studi conservativo-museografici, Heritage, ecc.), valorizzando le specifiche competenze analitiche, metodologiche e linguistiche e promuovendo l’interazione con i più innovativi studi di genere e intersezionali, con gli studi postcoloniali e con le Digital Humanities
Sbocchi occupazionali e professionali
I dottori di ricerca in Peace Studies potranno contribuire ai processi intellettuali, culturali, istituzionali e progettuali ad ogni livello nell’ambito della diffusione di una cultura della pace sostenibile e di una ricerca-azione ad essa funzionale. Il DIN in Peace Studies risponde all’esigenza di formare figure altamente specializzate nei diversi ambiti della ricerca accademica e della diplomazia culturale nelle pubbliche amministrazioni sovranazionali, nazionali e locali, nelle istituzioni e organizzazioni internazionali e transnazionali governative e non governative, nel settore privato. Per questa ragione, il Dottorato di Interesse Nazionale in Peace Studies prevede i seguenti sbocchi occupazionali:
1) Figure impegnate nella ricerca avanzata in grado di costruire e condurre in forma autonoma progetti di ricerca e ricerca-azione disciplinari, interdisciplinari e transdisciplinari nel campo dei Peace Studies e degli specifici settori scientifico-disciplinari a diverso titolo implicati nello studio della pace e per la pace, nell’ambito delle Università italiane e internazionali, degli istituti e centri di ricerca sia pubblici che privati.
2) Figure di docenti di livello universitario in grado di sviluppare progetti innovativi di formazione a tutti i livelli nel campo dei Peace Studies e degli specifici settori scientifico-disciplinari a diverso titolo implicati nella didattica della pace e per la pace, nell’ambito delle Università italiane e internazionali, degli istituti di formazione e di produzione culturale e dei centri di ricerca pubblici e privati.
3) Profili professionali di alta qualificazione nelle scienze giuridiche, sociali, antropologiche, psicologiche e del progetto adatti a diversi contesti(scolastici, aziendali, professionali, familiari e pubbliche amministrazioni) nell’affrontare le questioni legate all’analisi e risoluzione del conflitto, all’analisi, progettazione e promozione di buone prassi, allo sviluppo di progettualità per una società pacifica e sostenibile.
4) Figure altamente qualificate nell’ambito interdisciplinare dei Peace Studies, che possano svolgere, in contesti occupazionali pubblici e privati, nazionali e internazionali, ruoli innovativi quali quelli di:
– funzionari o consulenti del settore pubblico o privato per il disegno, lo sviluppo e la realizzazione di programmi, progetti e politiche di convivenza pacifica e sostenibile
– operatori della cultura e della comunicazione, giornalisti, addetti stampa e pubbliche relazioni nel settore pubblico e privato per lo sviluppo di piani di comunicazione basati sulla trasformazione del conflitto e l’interazione pacifica e sostenibile, anche con riferimento all’uso delle tecnologie e dei social media
– docenti e operatori di istituti di formazione di ogni ordine e grado, pubblici e privati, anche con ruolo dirigenziale e con responsabilità progettuale rispetto a programmi didattici innovativi riferiti alla formazione trasversale sulle tematiche della pace, dei diritti umani, del dialogo interculturale e della trasformazione del conflitto
– formatori rispetto a progetti di longlife learning, per coordinare e realizzare progetti formativi nell’ambito delle tematiche della pace e della trasformazione del conflitto anche in funzione di specifiche categorie sociali e professionali quali insegnanti, educatori museali ed esperti del cultural heritage, responsabili di spazi monumentali e memoriali, militari in missione di pace, operatori di ONG, giornalisti, ecc.
– funzionari di istituzioni locali, regionali, nazionali e internazionali altamente qualificati nella tutela dei diritti della persona e dei popoli e nello sviluppo di istituzioni democratiche.
– analisti di conflitto (Conflict Mapping, sviluppo di scenari), operatori di pace di terreno in contesti di conflitti.
– ingegneri, architetti, designer e altre figure tecniche esperte nella progettazione e nella gestione di interventi di protezione e messa in sicurezza della popolazione nelle aree di crisi e conflitto, nelle situazioni di emergenza (anche ambientali) e, in generale, in condizioni di scarsità di risorse;
– esperti di disaster risk management.

 

 

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